Oltre 700 host provenienti da tutta Italia hanno partecipato alla prima edizione di Host B2B, la conferenza italiana dedicata al settore extra alberghiero che si è svolta a Roma il 22 e 23 novembre.

70 ospiti nazionali e internazionali – hanno calcato le scene di un evento mai organizzato prima in Italia che ha riscosso un notevole successo per la qualità degli interventi – suddivisi per argomenti che avevano necessità e urgenza di essere trattati e nuove tecnologie che il mercato sta implementando per soddisfare le esigenze dell’intero settore.

Un settore in piena ri-evoluzione, ma che per alcuni aspetti appare ancora confuso quindi, meritevole di essere approfondito a 360 gradi.

Questo specifico comparto dell’ospitalità – delle case vacanza e dei B&B –  sta vivendo un momento di rinnovato fermento, non più riservato ai privati, a coloro che hanno una stanza o un appartamento da mettere a reddito: sono sempre di più infatti, gli imprenditori che rivolgono il loro interesse al settore del property management.

Moltissimi i giovani host che in quanto “addetti ai lavori” sono ben consapevoli che lavorare nell’extra alberghiero è una vera e propria professione per la quale è richiesta una formazione adeguata che possa fornire gli strumenti giusti.  Fare ospitalità non può più essere considerato un hobby.

Grande successo ha avuto la formula dei 30 minuti di mentoring one to one, un momento di formazione tailor made, novità assoluta per gli appuntamenti sul turismo.

È anche per questa ragione che gli organizzatori ci tengono a sottolineare che si è trattato di una conferenza, appunto, e non di una fiera. Un approccio caratterizzato dalla volontà di mettere l’host al centro dell’evento medesimo rendendolo parte proattiva.

“Quando abbiamo cominciato a pensare a un evento dedicato all’extra-alberghiero – afferma Francesco Mongiello, Ceo e Founder di Formazioneturismo.com – avvertivamo che l’interesse era alto, ma i numeri ci hanno detto che il mondo dei B&B e delle Case-Vacanze era già pronto da tempo per tutto questo. È un settore ormai maturo che ha bisogno però di dipanare alcuni dubbi e approfondire alcuni argomenti e la conferenza puntava proprio a questo.”

È lo stesso Gianpaolo Vairo – owner di Vacation Rental Rock –  in conferenza stampa finale a lanciare l’edizione Host B2B 2020: “Il successo di oggi – afferma – lo dobbiamo anche ai molti grandi sponsor dell’extra-alberghiero che hanno creduto in un evento dedicato e che colmava un vuoto. In Italia, infatti, ancora nessuno aveva pensato ad un momento totalmente dedicato a questo settore.  Host B2B 2020 sarà sicuramente molto più business oriented e centrato su una formazione di qualità. Sarà un’edizione itinerante con quattro tappe in altrettante località della penisola per terminare in una grande conferenza finale, in programma il prossimo autunno.”

Ufficio Stampa

Maria Antonietta Tortola – 377 280 6165

Erica Simone – 348 996 8224

Per informazioni www.hostb2b.it

Volli, e volli sempre, e fortissimamente volli, come diceva l’Alfieri. Era questa la frase che mi frullava in testa qualche sera fa durante l’aperitivo “estivo” dei docenti del Master in Linguaggi del Turismo e Comunicazione Interculturale dell’Università Roma Tre.

Perché – direte voi – ti viene in mente proprio l’Alfieri? Durante un aperitivo di fine corso? E perché ce lo vuoi raccontare proprio sul tuo blog “aziendale”?  Andiamo per gradi.

Da due anni ho il piacere di Insegnare materie di marketing in questo Master di Roma 3. Un traguardo che segna – per un professionista – un passaggio importante, affatto neutro. Ti si riconosce una certa competenza tanto da affidarti la formazione dei ragazzi in seminari di Istituzioni Universitarie Pubbliche: diventi “prof”!

Il percorso. Quando ho iniziato a  dire “Volli”

Un giorno ero seduta in aula, quella di una scuola elementare sulla Via Casilina a Roma. Guardavo il programma che avrei dovuto insegnare per il decimo anno consecutivo…e all’improvviso mi sono detta “No”, non sarebbe stato possibile affrontare un altro anno come i nove precedenti! Era il momento di fare qualcosa, di smuovere le acque! Volli, fortissimamente Volli, cambiare!  Era il 2009.

Da quel momento è iniziato un percorso. Volevo fare della mia passione per il Turismo la mia Professione. Beh pare ci sia riuscita, così almeno sembra.

Chiesta l’aspettativa a scuola è seguita l’esperienza del Master in Hospitality Management presso l’Up Level Scuola di Management. Il mio Docente di Food & Beverage Management e Coordinatore del Corso era Massimiliano Montanari: oggi mio “collega” al Master a Roma Tre! Non vi nego che ne sono molto felice e – perché no – orgogliosa di me stessa.

Volli Fortissimamente Volli
Erica Simone, Massimiliano Montanari, Barbara Antonucci

Volli”, anzi no! Il Primo motivo per cui falliscono i progetti aziendali       

Ecco, siamo arrivati al dunque. Tu, professionista che vuoi intraprendere un’attività di consulenza, Tu piccola Impresa, ti sei mai chiesto Quanto vale la Tua  volontà per la riuscita del Tuo progetto aziendale”? Moltissimo!

Quando incontro un nuovo committente, quando cominciamo ad approfondire i dettagli della proposta che si vuole offrire al mercato, tengo sempre  a chiedere: “Ma da 1 a 10 quanto ci tieni?” e ancora “Da 1 a 10 quanto tempo ed energie sei disposto ad impiegare”?

Vi assicuro che nella stragrande maggioranza dei casi tutto sembra scontato, ma non lo è!

Ecco la PRIMA RAGIONE a causa della quale FALLISCE il Tuo Progetto:   La Mancanza di Volontà (reale) o mancanza  energetica come direbbe Riccardo Scandellari autore di “Fai di te stesso un Brand” edito da Webbook

“Volli” superare gli ostacoli

Ricordo come se fosse ieri una telefonata drammatica che feci a una mia cara amica un pomeriggio del 2011. Avevo fatto un salto nel vuoto? Erano passati quasi due anni, ma i frutti del mio lavoro non erano ancora quelli che mi aspettavo. “Mollo?” chiesi,  e lei non rispose, o meglio mi citò l’Alfieri “Volli, e volli sempre e fortissimamente volli”.

Il Marketing è un processo, i mercati sono conversazioni. E se il mondo è stato creato in sette giorni a noi occorrerà un po’ più di tempo per:

  • farci conoscere,
  • capire cosa piace e cosa non piace del nostro prodotto o servizio,
  • individuare al meglio il profilo dei nostri potenziali clienti (Buyer Personas),
  • mettere a punto la strategia vincente di posizionamento.

E’ qui spesso che il meccanismo si inceppa. C’è ancora poca consapevolezza – purtroppo –  che occorre mettersi in gioco in prima persona!

Ma io ho una squadra! Non Basta?

Costruire una squadra efficace ed efficiente è importante, fondamentale aggiungerei, ma se manca la volontà, la tenacia, l’energia appunto di chi immagina quel progetto tutto è in salita!

Spesso, Troppo spesso ci giustifichiamo per rifugiarci nel nostro ordinario, ma la parola d’ordine deve essere “Volli, fortissimamente Volli” .

Volli: uscire dalla Comfort Zone

E quindi che faccio?

Innanzitutto se ti sei affidato ad un professionista, ti prego Ascoltalo! Lo paghi per questo vero? Lui vuole che il tuo progetto aziendale abbia successo forse prima e più di te.

In secondo luogo Fermati! A volte la cosa migliore è respirare – come dice un bravo coach che conosco – e non continuare a correre come un criceto nella gabbia. Rifletti, metti a fuoco i tuoi obiettivi. Scrivili (si proprio con la penna) su un quaderno.

Il terzo consiglio è Condividi gli obiettivi che vuoi raggiungere. Il professionista farà lo stesso con te costruendo insieme le strategie migliori per raggiungere i tuoi goals.

Ti auguro di poter raggiungere tutti i traguardi che ti sei prefissato e di superarli, stupendo prima in primis te stesso e poi tutti noi!

Un saluto

Erica

 

Turismo, viaggi ed emozioni. Tutto è sospeso in equilibrio perfetto, pace interiore che basta a se stessa e vive l’incanto

Journey

Gerusalemme

È una calda giornata d’estate. Il sole alto e abbagliante raggiunge lo zenit. Da pochi minuti ha smesso di risuonare la campana di mezzodì nella valle di Giosafat ed i frati invitano i pellegrini a lasciare la basilica.Il clamore nel fitto atrio svanisce man mano, lasciando spazio ad un silenzio vuoto di parole e denso di emozioni.

Sedendo qualche attimo sui gradini in pietra della basilica, lo sguardo si perde dinnanzi alla spettacolare vista di Gerusalemme.

Oltre la strada rovente che attraversa la vallata, ulivi coraggiosi si arrampicano sulla collina verso le possenti mura della città. Pietre tombali bianche, messe una accanto all’altra popolano il cimitero musulmano. Più in alto una grande arcata spalancata invita ad entrare a scoprire un mondo che promette meraviglie mentre accanto,  un’antica porta tamponata come una bocca imbavagliata, lascia spazio all’immaginazione più fervida ed autentica.

Al di là delle mura la maestosa moschea dalla cupola d’oro domina la spianata che sembra più grande di quanto già sia. Le lamine d’orate riflettono la luce mentre il mosaico blu ricorda per un attimo il colore del cielo.

La pietra gialla che avvolge la città si scorge in lontananza tra i muri scomposti delle costruzioni concatenate che non lasciano spazio a cupe ombre.

Tutto è sospeso in equilibrio perfetto è una pace interiore che basta a se stessa

e vive d’incanto.

Si potrebbe restare così per ore, ammesso che già delle ore non siano passate in questa quiete silenziosa. Il sole raggiunge la pelle prima lievemente in ombra.

Fa caldo, molto caldo e c’è silenzio, tanto silenzio, interrotto ormai solo da uno sporadico suono di passi lenti e trascinati. E lei, la città più bella e desiderata è lì davanti a farsi ammirare come sempre, da secoli.

Non si riesce a distogliere lo sguardo, rapiti in un viaggio onirico. Poi ancora silenzio. Di nuovo.

È una calda giornata d’estate. Una come altre mille nella valle di Giosafat, quando improvvisamente inizia  il canto del muezzin.

È da poco passato mezzogiorno. È Ramadan ed è ora di andare.

Journey

                                       ph: pixabay

 

Turismo, viaggi ed emozioni, noi donne ne sappiamo qualcosa… Se vuoi scoprire il contributo delle Donne nel turismo,qui un nostro articolo.

 

Sara Sempieri

Sembrava veramente ambizioso organizzare un evento l’8 marzo scorso! Si sa Roma di fronte allo sciopero dei mezzi pubblici diventa una città ancora più difficile da vivere. Eppure la Sala Ignazio Ambrogio dell’Università Roma Tre era piena per l’evento su “Donne del Turismo: “Ambition is not a dirty word”.

Un segno di dove possa arrivare l’ambizione delle donne? Forse. Senz’altro un’immagine, una chiave di lettura possibile attraverso la quale leggere la bella iniziativa promossa da Nicole Cutrufo – Consulente Settore Experience & Activities – e Barbara Antonucci Direttore Master Linguaggi del Turismo e Comunicazione Interculturale, Roma Tre.

Perché un evento sui temi delle politiche di genere nel mondo del lavoro in ambito turistico?

Il 70% delle risorse impiegate nel Turismo sono donne. La ragione è da rintracciare nel fatto che in pochi settori come quello turistico-alberghiero l’accoglienza è così centrale!

Fa piacere che ad un evento come questo sia stata invitata anche l’EBTL nella persona di Francesca Sofia, Responsabile Gestione Qualità, Formazione e Servizi al lavoro di EBTL.

La formazione del futuro: ambition e qualità dell’offerta

Il 65 % dei seienni (bambini che ad oggi hanno compiuto sei anni di età) svolgeranno mansioni e ricopriranno ruoli che oggi neppure esistono. In questa ottica riflettere sul ruolo delle donne nel turismo significa anche e soprattutto riflettere su che tipo di formazione offriamo.

Quali sono le competenze che il mondo del lavoro – e in particolare – il mondo del turismo avrà bisogno nei prossimi anni?

Occorre – afferma Francesca Sofia – offrire percorsi di proattività. La persona (non le sue competenze tecniche) sarà sempre più centrale nell’immediato futuro. In questo orizzonte appare quanto mai essenziale la comunicazione che la persona in quanto tale fa di se stessa. Un aiuto può e deve arrivare dal networking, dall’associazionismo, insomma dal fare rete.

I servizi a sostegno del lavoro femminile

Anche attorno a questo tavolo è emerso – e non poteva mancare –  il tema dei temi e cioè il rientro al lavoro delle donne neo mamme.

A tal proposito una bella pagina sul mondo del lavoro è stata scritta da “Escursioni Italiane” che può vantare una presenza al femminile oltre il 50%. Chiara Gigliotti, General Manager Carrani Tours, racconta come aver –  prima introdotto e poi implementato – il lavoro da remoto per le neo mamme abbia rappresentato una svolta nella gestione aziendale. Innanzitutto le lavoratrici hanno continuato ad essere incluse e non escluse da un progetto aziendale. Questo ha favorito i rapporti tra le persone che obiettivamente si sentivano più a loro agio in relazione al lavoro, ma la stessa produttività è migliorata rimanendo su standard precedenti all’arrivo dei nuovi nati.

Purtroppo in Italia questa modalità lavorativa è ancora poco sfruttata poiché richiede flessibilità nell’organizzazione, capacità di lavorare su più piani, capacità di lavorare su progetti e non solo su un monte orario rigido e ordinato.

Le università e tutte le agenzie formative hanno, in questo senso, una grande responsabilità nel coltivare e supportare una cultura del lavoro che contempli non solo nuove tecnologie, ma anche nuove forme di lavoro in cui – come racconta la dott.ssa Gigliotti – ad esempio alcuni giorni non sono considerati assenza dal lavoro.

Le donne & empowerment

L’empowerment femminile è ancora troppo debole e poco strutturato. Accanto a casi di successo ci sono ancora troppe donne che rinunciano a ruoli di responsabilità – come ricorda Antonella De Gregorio, Vice Presidente Federalberghi Roma. C’è una parte delle donne che rinuncia ad autogratificarsi. Anche se nel corso degli anni la tendenza di cui abbiamo appena parlato ha invertito la rotta e c’è maggiore consapevolezza,  nel posizionamento in ruoli apicali e manageriali siamo ancora deficitari!

Non fa eccezione la Pubblica Amministrazione come sottolinea la dott.ssa Maria Cristina Selloni, Direttore Turismo del Comune di Roma. Secondo le ricerche ed analisi di Alma Laurea le donne si laureano di più e meglio degli uomini, ma hanno una tasso di occupazione inferiore del 10% e con una retribuzione inferiore del 20%.

Ambition Is Not A Dirty Word
Donne del Turismo, Ambition Is Not A Dirty Word – Università Roma Tre – 8 marzo 2019
Ruoli apicali e Donne: un nodo critico

Le motivazioni? Certamente ci sono fattori esterni come la mancanza di nidi aziendali e politiche per il sostegno alla natalità, ma il vero problema – ed è questo il carattere predominante della discussione dell’evento “Donne del Turismo”– è la mancanza di pensare in termini di ambizione personale.

Dunque mai come ora possiamo affermare che  “Ambition is not a dirty word”. Lo diciamo in un’aula di donne (l’attuale aula di master conta 18 corsisti di cui 17 donne!). Lo diciamo a giovani che si troveranno – e in parte già si trovano – ad affrontare un mondo del lavoro in cui occorrerà dotarsi  di competenze nuove che siano in grado di portare le future Donne del Turismo fino ai successi che meritano.

Ambition, autostima, fiducia

Ambition come autostima, fiducia nei propri mezzi, ma allo stesso tempo predisposizione al sacrificio perché nulla è dato “semplicemente”.  Fondamentale è la perseveranza e il desiderio di raggiungere veramente i propri obiettivi lavorativi.

Ambition is not a dirty word. Ambition is the word of our present for our future.

 

Come tutti gli anni, domenica 19 aprile, si è rinnoverà la liturgia della Domenica delle Palme. Ad ogni latitudine del globo terrestre, in piazze e sagrati si sono snodate processioni di fedeli e sacerdoti che issavano palme di ogni foggia e intonavano inni millenari. Un numero infinito di immagini ha invaso il web attraverso i social e, anche chi non era cattolico, ha compreso con facilità e immediatezza di cosa si stesse parlando